Il Professor Edson Ramirez, dell’Istituto di idraulica e idrologia dell’Università Mayor di San Andres, in Bolivia, fa rilevamenti sulla Cordigliera delle Ande dal 1991. Nel 1999 si era convinto che il ghiacciaio Chacaltaya, sede della pista da sci più alta del mondo, avrebbe resistito fino al 2015, ma oggi, con un anticipo di più di 5 anni, la situazione dello scioglimento fa pensare che entro la fine del 2010, non ce ne sarà già più traccia.
Il Chacaltaya “è” parte di un sistema di ghiacciai, il Tuni Condoriri, che ha perso un terzo della sua estensione dal 1983, ma che da diverse decine di anni consentiva agli appassionati (per lo più stranieri) di sciare ad un altitudine di ben 5.280 metri sul livello del mare, sfruttando un normalissimo sky-lift per la risalita.
Una delle caratteristiche che rendeva questo posto unico al mondo è che l’attività sciistica si svolgeva esclusivamente d’estate, ovvero nel periodo che coincideva con l’inverno dell’emisfero settentrionale. Tale situazione si veniva a creare a causa delle condizioni troppo rigide della stagione invernale. Il Chacaltaya, che era soprannominato “il ghiacciaio tropicale” per la sua latitudine prossima a quella dell’equatore, aveva più di 18mila anni.
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